Pillole di scuola e compiti a casa

Suggerimenti per favorire attenzione e concentrazione

 

Primo passo fondamentale è prendere in considerazione l’ambiente di lavoro.

Mi capita spessissimo durante i colloqui con i genitori di sentirmi dire che i propri figli si distraggono continuamente durante i compiti…(svariate sono le motivazioni, dalla televisione alla bottiglia d’acqua, etc.)

Come primo passaggio diventa importante costruire un luogo in cui tante fonti di distrazione e la mancanza di una buona illuminazione possono influire significativamente sulla durata del periodo di studio. L’illuminazione è un elemento fondamentale in quanto deve essere tale da non sollecitare esageratamente il canale visivo evitando cosi di ridurre la fatica oculare.

La prima regola è che per favorire il processo attentivo bisogna eliminare gli stimoli ambientali superflui.

Tuttavia vi sono stimoli che non possono essere eliminati come ad esempio il rumore dell’aspirapolvere, delle stoviglie, ma anche gli uccelli che cinguettano, il fratello più piccolo che piange o fa capricci… Di certo i primi esempi possono essere modulati all’interno dei compiti giornalieri familiari.

La seconda regola è scegliere un luogo di studio idoneo ben strutturato ma poco affollato.

Per alcuni andrà bene la scrivania collocata nella propria stanza, creando un ambiente più tranquillo. Per altri l’impulsività si prenderà gioco della concentrazione pertanto è sconsigliato un luogo dove sia difficile osservarlo.

Vediamo un po’ di idee e suggerimenti per non scoraggiare l’attenzione dai compiti:

  • Interrompere stimoli sonori che posano ad intermittenza interrompere la concentrazione, ad esempio TV, suonerie dei cellulari etc;
  • Evitare che i fratelli possano entrare nel raggio visivo e uditivo;
  • Ridurre al minimo tutti i ronzii presenti come ad esempio ventilatori e o condizionatori ( in questo caso meglio utilizzare la funzione sleep, e tappate la piccola spia di accenzione con del nastro;
  • Utilizzate una scrivania priva di oggetti che non siano utili al lavoro da svolgere, meglio se poggiata ad una parete, ma priva di stimoli visivi come foto, poster e finestre;
  • Utilizzare le funzioni di disattiva notifica sia nei PC che nei telefonini, meglio e queti siano posizionati dietro la postazione.;
  • Mi raccomando, penne e matite, evidenziatori, colori, temperini e squadrette devono essere sempre di numero adeguato, evitare di lasciare astucci o cestini che li contengano.

Mi raccomando, queste regole definite non devono mai essere rigide. Fare i compiti è un lavoro importante che prevede orari flessibili basati, ad esempio, sull’umore e che tengono i nostri ragazzini impegnati per un periodo di tempo che può essere variabile, basato ad esempio sul lavoro assegnato dai docenti. Ci sono ragazzini che hanno necessità di essere inquadrati prima, altri hanno bisogno di motivazione.

Per evitare scontri parlate con lui dell’ora che sembra più adatta per iniziare, deve andare bene per entrambi. Questo accordo prevederà dei sacrifici.

In ordine al tempo necessario per eseguire eccovi una proposta: un bambino che frequenta la terza elementare può studiare in circa 30/40 minuti. Più si va avanti più il tempo aumenta, ma non raddoppia. Ricordiamoci che il tempo concordato è un tempo che un bambino con ADHD può ridurre drasticamente in 10/12 minuti. Qui bisogna intervenire sul carico di lavoro. Se finisce in poco tempo sarete voi genitori che fornirete lui degli elementi di potenziamento quale può essere un testo da leggere, un film da vedere su argomenti pertinenti della storia, geografia e così via.

Utile strumento per potenziare e stimolare questa strutturazione è il rinforzo positivo. Durante la contrattazione su orari di inizio/fine, giorni e qualità del lavoro, contrattate anche dei piccoli rinforzi,  settimanale, bisettimanale, trisettimanale e mensile. Ad ogni step riceverà un premio concordato insieme cos’ come alla fine. Ricordatevi di come eravate felici voi genitori quando al 356^ punto avreste guadagnato la pentola a vapore o la macchina del caffè. Bhè, vale lo stesso per i ragazzi con ADHD.

La terza regola è che  i risutati arrivano a lungo termine.

Per cui abbiate pazienza, perseverate e non perdete di mira i vostri obiettivi, i ragazzi nel lungo termine avranno dgli ottimi risultati non solo sulla sfera dei compiti, ma anche u aspetti collaterali della loro vita.

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